Atlante del Verosimile è un progetto artistico di Giovanni Ferrario che prende forma come archivio visivo in continua espansione, pubblicato sul profilo Instagram @studiogiovanniferrario. Un atlante di immagini che non sono mai state scattate, ma che avrebbero potuto esserlo: scene immaginate, ricostruite e generate grazie all’intelligenza artificiale, capaci di interrogare il nostro rapporto con la storia, la memoria e la verità delle immagini.

Il progetto sarà presentato Mercoledì 25 marzo alle ore 16:30 presso l’Università degli Studi Statale di Milano (Aula K32 via Noto 8) in un incontro a cura di Maddalena Mazzocut-Mis Professore Ordinario di Estetica e Alice Barale, ricercatrice.

Attraverso l’uso dell’AI, Ferrario ricrea momenti e situazioni che nessun obiettivo ha mai potuto catturare, facendo rivivere personaggi, eventi e passaggi cruciali del passato. Queste escursioni nel verosimile aprono interrogativi ancora attuali, riportando alla luce misteri irrisolti e quesiti che restano aperti nel tempo. Il verosimile diventa così un territorio instabile e negoziabile: ciò che appare vero può non esserlo, mentre ciò che è dichiaratamente falso può rivelare verità profonde.

Tra realtà e immaginazione, Atlante del Verosimile mette in crisi l’idea stessa di testimonianza visiva, interrogando il potere dell’immagine e la fiducia che le accordiamo nell’era dell’algoritmo. L’immagine non è più prova, ma possibilità; non documento, ma spazio di riflessione.

Le immagini che compongono l’atlante attraversano registri diversi. Alcune sono di immediata lettura, come Sigmund Freud intento a indagare simbolicamente la figura del “grande padre” della psicologia. Altre sono più enigmatiche, come il ritratto di Baruch Spinoza che rimanda a un episodio meno noto della sua biografia, quando assisteva divertito a combattimenti tra ragni come esercizio di osservazione e riflessione.

Un nucleo del progetto è dedicato all’infanzia come luogo del talento e della potenzialità. Ferrario immagina ritratti di artisti colti in momenti della loro infanzia, quando gesti e giochi sembrano già presagire il loro futuro percorso: Lucio Fontana davanti a un foglio attraversato da un taglio, Dan Flavin neonato accanto a un neon, Giorgio Morandi bambino intento a giocare con le conchiglie.

Altre immagini ripercorrono eventi della storia che non sono stati fotografati ma che hanno segnato uno spartiacque nella memoria collettiva: il ritrovamento dell’agenda di Paolo Borsellino, l’istante dello scoppio della bomba atomica, Karl Marx che discute con un gruppo di operai della situazione economica e politica internazionale. Episodi che appartengono all’immaginario storico, qui restituiti come visioni potenti e sospese.

Atlante del Verosimile è un lavoro profondamente poetico, in cui è la forza dell’immagine a parlare. Giovanni Ferrario, da sempre legato all’uso dello scanner nella sua ricerca artistica, si confronta oggi con l’intelligenza artificiale in un dialogo continuo, esplorandone le potenzialità come strumento capace di amplificare l’immaginazione e aprire nuovi spazi di narrazione visiva.

Il progetto, attualmente pubblicato su Instagram, è pensato come un organismo in divenire e sarà sviluppato anche in forma di libro e di mostra, ampliando ulteriormente il campo di riflessione sull’immagine, sulla storia e sul nostro modo di guardare il passato.

Atlante del verosimile
Incontro con Giovanni Ferrario, a cura di Maddalena Mazzocut-Mis Professore Ordinario di Estetica e Alice Barale, ricercatrice.
Mercoledì 25 marzo ore 16:30
l’Università Statale di Milano
Aula K32 via Noto, Milano